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Archive for the ‘Lev Tolstoj’ Category

Di Tania Zakharova.

All’apice del grande successo, all’età di 50 anni, Lev Nikolaevic Tolstoj,  lo scrittore, drammaturgo, filosofo e teologo russo, conosciuto in tutto il mondo per le sue opere, entra in una profonda crisi esistenziale. Nella Confessione (1882) egli riferisce di aver attraversato, in concomitanza con la crisi, una depressione, profonda e di esserne uscito grazie all’acquisizione di un’idea di spiritualità vissuta con umiltà e semplicità:

“Compresi allora che dopo questa vita priva di senso, non mi aspettava nulla, mi attendevano soltanto sofferenza, malattia, vecchiaia e distruzione finale. Allora mi chiesi: a che scopo tutto ciò? La mia disperazione era così grande che pensai di suicidarmi. Ma ecco giunge a me la salvezza… mi misi a leggere il Vangelo e ad approfondirne il senso. Non mi trovai solo nella conoscenza della verità scoperta nel Vangelo, mi trovai invece insieme a tutti i migliori uomini del presente e del passato. Ho vissuto dopo di ciò gioiosamente vent´anni della mia vita e gioiosamente mi avvicino alla morte”.

Lo scrittore, col maturare della trasformazione interiore e lo svilupparsi delle proprie riflessioni religiose, abbraccia con fervore ideali spirituali nella convinzione che solo l’amore e il perdono, come insegnato all’interno del Discorso della Montagna, possano unire le persone e dar loro la felicità. Accanto alle Sacre scritture cristiane, Tolstoj meditava sui testi vedici. Conosceva ed amava la Bhagavad-gita, facendo spesso rimandi a questo grande testo nei suoi diari e nelle sue lettere. Nelle raccolte “Per l’anima” e “Il sentiero della vita”, l’autore ha incluso diverse massime tratte dai Purana, dalle Upanishad, dalla Bhagavad-gita e dal Mahabharata. L’interesse del famoso scrittore russo per i Veda non si esauriva mai, ma lo studio più approfondito dell’antica filosofia indiana fu da lui svolto proprio nel periodo della sua crisi esistenziale fino alla fine degli anni settanta-inizio anni ottanta, quando Tolstoj sentì la necessità di intraprendere una seria ricerca spirituale alla scoperta del senso della vita. Da quel  momento c’è il vero cambiamento. Il suo stile di vita cambia  completamente, tanto da diventare vegetariano e antimilitarista; inizia a lottare contro lo sfruttamento delle masse e si orienta  per una etica di fratellanza  universale e di pace, sperimentando su se stesso  la sobrietà e la povertà. Il suo pensiero circa l’orientamento e il nuovo  rinnovamento della sua vita così come espresso nei Diari è chiaro ed eloquente:

“Il  compito dell’esistenza consiste nel sostituire la vita fondata sulla lotta e la violenza con una vita fondata sull´amore  ” (Diari, 29.11.1901).

Lev Nikolaevic per trent’anni  cercherà di diffonderlo  utilizzando la sua autorità di scrittore e di praticarlo lui stesso giorno per giorno. Già nel famoso romanzo Guerra e pace, scritto nel 1869, tutta la narrazione viene orientata in funzione della necessità di spiegare il mistero dell’essere umano nei suoi rapporti con l’Essere universale e di scoprire le vie di sviluppo integrale e organico dell’individuo, un atteggiamento interrogativo nei confronti del creato che Tolstoj fa ricercare a molti suoi personaggi (Pierre, Levin, Andrej, Anna, Natasha), fino ad arrivare alla comprensione del Divino in essi racchiuso. Ferito gravemente nella battaglia di Borodino, Andrei Bolkonskij, uno dei personaggi centrali di “Guerra e Pace”, si sente illuminato da una realizzazione: “Si è rivelata a me una felicità nuova, imprescindibile dall’uomo, una felicità al di fuori delle influenze esterne, la felicità inerente solo all’anima… Ho sperimentato quel sentimento d’amore che è l’essenza stessa dell’anima… Amare tutto – amare Dio in tutte le manifestazioni. Si può amare la persona cara con l’amore umano; ma amare il nemico è possibile solo con l’amore divino” (3-2, pag.375.). In un altra opera importante di Lev Tolstoj, Anna Karenina, l’amore viene analizzato sia nell’aspetto estetico, attraverso il prisma della percezione sensoriale, sia come la tensione verso i valori etici. In questo romanzo Tolstoj osserva molto da vicino una “goccia” di quella vita che in Guerra e pace ha trattato in maniera globale e che proprio in quella universalità rivelava un rassicurante disegno armonico. Al contrario, in questa narrazione si analizza il disfacimento di un piccolo universo individuato nella famiglia, che, a sua volta, è il simbolo della società aristocratica russa. La complessità della personalità umana trova compimento nella figura di Anna, che racchiude in sé le contraddizioni del mondo in cui vive, in cui non c’è nessun consolatorio confine tra bene e male. Uno dei temi maggiori che Tolstoj esplora in profondità è la relazione tra amore ed etica, sia nelle forme molteplici che possono assumere, sia nei diversi livelli in cui coesistono, per arrivare poi a disquisire circa la felicità (o infelicità) che ne risulta. Man mano che cambiava la sua visione del mondo, nel corso degli anni, gli scritti che uscivano dalla penna di Lev Tolstoj si riempivano di nuovi contenuti. Gandhi nel 1894 rimarrà profondamente colpito dal libro di Tolstoi  “Il Regno di Dio è dentro di voi”, dove viene denunciata l´insanabile contraddizione fra la coscienza cristiana, la coscienza civile evoluta e la guerra. Nelle ultime ore di vita, con la febbre che lo tormentava e il dolore e la difficoltà respiratoria a causa della polmonite, Tolstoj dettò alla figlia Aleksandra questi pensieri per il Diario:


“Dio è quell’infinito Tutto, di cui l’uomo diviene consapevole d’essere una parte finita. Esiste veramente soltanto Dio. L’uomo è una Sua manifestazione nella materia, nel tempo e nello spazio. Quanto più il manifestarsi di Dio nell’uomo (la vita) si unisce alle manifestazioni (alle vite) di altri esseri, tanto più egli esiste. L’unione di questa sua vita con le vite di altri esseri si attua mediante l’Amore. … quanto più grande è l’Amore, tanto più l’uomo manifesta Dio, e tanto più esiste veramente”.
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